PERMANENT VACATION

Artista: Aerosmith

Anno: 1987

Etichetta: Geffen Records

Produttore: Bruce Fairbairn

Album per me fantastico dei grandi Aerosmith del 1987, un bel disco che si può classificare nella categoria Hard Rock e Blues Rock infatti lo stile è Rock  “duro” ma con molto Blues.

Questo capolavoro è pieno di pezzi molto adatti ad essere suonati dal vivo perché sono molto grintosi e ritmati, io li ho visti dal vivo a Milano almeno una ventina di anni fa e mi ricordo la forza e la grinta di Steven Tyler con una grande chitarrista… Joe Perry, ma sono rimasto piacevolmente stupito da Brad Whitford all’altra chitarra perché credevo che i pezzi solisti fossero tutti (o quasi) di Perry, invece ho notato che molti assoli sono i suoi.

Si differenziano molto come chitarristi perché il primo è un virtuoso mentre il secondo è molto più “tranquillo” negli assoli ma con un’impronta Blues che è stata fondamentale per gli Aerosmith, infatti faranno un album nel 2004 con omaggi a dei grandi del Blues, Peter Green, Bo Deaddley e Willie Dixon su tutti e risuonati a modo loro, il titolo dell’album è “Honkin’ on Bobo”… al basso troviamo Tom Hamilton e Joey Kramer alla batteria.

“Heart’s Done Time” prima canzone con l’intro di chitarra elettrica, batteria e i soliti “urletti” che caratterizzano lo stile di Tyler, un bel ritmo e quasi a  metà pezzo più o meno c’è una “botta e risposta” tra la chitarra di Perry e quella di Whitford, poi troviamo “Magic Touch” energica e un buon ritmo di batteria e un ritornello fantastico e cantato in modo impeccabile, resta in “testa” proprio perché è molto orecchiabile accompagnato da una ritmica fantastica dei due chitarristi, poi arriva “Rag Doll”… e chi non la conosce! Inizio con slide guitar e per tutto il pezzo è sempre presente, molto ballabile con un ritmo suadente e una sezione fiati fantastica, l’assolo con lo slide è sublime e alla fine del pezzo i “fraseggi” con la voce di Tyler sono la ciliegina sulla torta, subito dopo abbiamo “Simoriah” che parte con un arpeggio e una batteria dal ritmo tirato… però melodiosa, “Dude (Look Like A Lady)” uno dei pezzi migliori a mio parere, grandi i fiati, chitarre con un ritmo bellissimo cantata in modo molto energico, un assolo a dir poco strepitoso (se avete il disco andate a sentirlo) e dal vivo rende in modo particolare, ti fa ballare anche se non vuoi e alla fine gli immancabili “urletti” di Tyler… fantastici, “St. John” e’ un pezzo che inizia lento e nella parte centrale della canzone un classico ritmo Blues e due assoli che meritano, arriviamo a “Hangman Jury” anche questo molto Blues con intro solo voce e chitarra e armonica, subito dopo entra tutta la band che vivacizza il pezzo e un gran ritornello anche questo molto orecchiabile, “Girl Keeps Coming Apart” pezzo veloce con armonica e un ritmo leggermente “Funky” e la solita sezione dei fiati stupenda, poi come nella tradizione degli Aerosmith arriva il pezzo lento e melodico, un bel pezzo morbido con l’aggiunta di violini (un po’ “melenso” ma molto carino) dal titolo “Angel”, si arriva al pezzo che a me fa impazzire e che dà il titolo al disco “Permanet Vacation”,  belle ritmiche con una chitarra solista fantastica, l’assolo e’ basato esclusivamente sul “gusto” delle note e c’è spazio anche per un assolo di armonica di Steven Tyler.

“I’m Down” con un ritmo fatto di puro rock’n’roll, fantastico l’assolo con tastiere in stile Jerry Lee Lewis, poi si arriva alla fine del disco con “The Movie” pezzo strumentale con degli interventi di parlato e una ritmica di chitarra incalzante con una linea di chitarra solista che fa da ritornello della durata di 4:00 minuti.

Come al solito ho voluto recensire questo disco perché per me gli Aerosmith sono un gruppo che tra alti e bassi hanno sempre tenuto la “testa” alta come si suol dire, cioè non si sono mai arresi e anche quando hanno avuti momenti bui si sono risollevati e hanno fatto dischi strepitosi e questo è uno di quelli perché è ascoltabile da tutti anche dai “profani” del Rock e poi mi è piaciuto molto per l’impronta Blues che hanno dato al disco mischiandolo con l’Hard Rock classico, era il 1987 la musica Hard Rock, Metal e Rock imperversava nei negozi di dischi, nascevano gruppi nuovi e quelli che avevano iniziato a fare dischi nei primi e metà anni ’70 erano ancora alla ribalta come “Whitenaske”, “Def Leppard”, “Deep Purple” o iniziavano dando alla luce album che sarebbero rimasti nella storia come “Guns N’ Roses”, “Nirvana” ecc… insomma la mia generazione in quel periodo aveva più o meno 17/18 anni e all’inizio degli anni ’80 c’è stato un “ribollire” di musica eccezionale che durerà fino al decennio successivo e per chi come me è cresciuto in quegli anni e con quel tipo di musica gli Aerosmith sono stati con questo album una piacevole scoperta che ci ha portato poi a comprare in futuro un bel po’ di dischi di questa Band superba e longeva.

Alla prossima…

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