Artista: Rainbow
Anno: 1981
Etichetta: Polydor
Produttore: Roger Glover
Siamo al cospetto di uno dei supergruppi più famosi e strepitosi del panorama Hard Rock, non solo per i grandissimi dischi che hanno fatto ma anche per essere stati una delle band dove si sono susseguiti più musicisti che in altri gruppi musicali, infatti un pò per il carattere del loro leader e fondatore Ritchie Blackmore (non facile andargli a genio) un pò per il cambio di genere musicale che hanno fatto in tutti questi anni, hanno portato la band a cambiare molti componenti, da Cozy Powell alla batteria a Jimmy Bain al basso, da David Stone alle tastiere piuttosto che il grande Ronnie J. Dio alla voce e mi fermo qua perché la lista è talmente lunga che non basterebbe il tempo per scriverla.
C’è chi dice che questo disco essendo molto A.O.R è troppo “morbido” e meno Hard Rock degli altri, infatti è così ma a parer mio è un grandissimo disco con un Joe Lynn Turner alla voce in piena forma e ci sono pezzi incredibilmente belli anche se molto melodici ma con un Blackmore alla chitarra che fa prodigi (come al solito del resto), basti sentire “Spotlight Kid” e “Difficult To Cure”… Fantastiche!!
Partiamo con “I Surrender” la prima traccia, molto melodica scritta da Russ Ballard con un pianoforte e una chitarra molto morbide cantata da Turner molto bene e un assolo finale bellissimo fatto da molti “sweep” e dei “legati” alla chitarra dove Ritchie è un vero maestro, secondo pezzo “Spotlight Kid”, gran riff iniziale alla chitarra ripetuto per tutta la canzone, tirata con un assolo di Blackmore eccezionale e una melodia fatta a due voci insieme alla tastiera di Don Airey, sembra una ballata russa velocissima e di una precisione anche dal vivo impeccabile e un assolo di tastiere bellissimo, ma quello che spicca in questo pezzo è proprio la precisione dei due musicisti, passiamo al terzo pezzo “No Release” molto ritmato e il solito giro di chitarra che spadroneggia, un assolo grandioso e subito dopo il pezzo assume un ritmo quasi Gospel misto a Blues con il rientro della chitarra che ripete il riff iniziale con un gran assolo finale … bellissima.
“Magic”, canzone molto A.O.R, melodiosa sempre con un gran voce di Turner, composta molto probabilmente per essere passata in radio, non mi fa impazzire ma è piacevole da ascoltare e come sempre gran chitarra di Blackmore, il pezzo successivo è strumentale scritto da Blackmore e Airey, melodioso, malinconico suonato una parte con lo “slide” in modo impeccabile e il tutto arrangiato con delle bellissime tastiere e una melodia fantastica “condita” con una chitarra e una maestria grandiosa da parte di Blackmore, il titolo è “Vielleicht Dans Nachste Mal (Maybe Next Time)”.
Arriviamo ad un pezzo che a me piace moltissimo, “Can’t Happen Here” molto melodico anche questo con un ritmo molto Rock’n’Roll e dei cori molto belli e cantata divinamente, questo è una canzone che si sente molto nei Live del periodo Turner, arriviamo a “Freedom Fighter”, bellissima, ritmo incalzante e una bella batteria di Bobby Rondinelli e un grande Glover al basso, un ascolto merita l’assolo finale di Blackmore… eccezionale!
“Midtown Tunnel Vision”, ritmo Blues con un suggestivo riff di chitarra e una bella voce, pezzo particolare e come sempre assolo molto bello in puro stile Blackmore, il pezzo che chiude il disco è a dir poco strepitoso, io quando l’ho sentito avevo 13 anni circa e mi ha impressionato, mi sono innamorato follemente di questo gruppo proprio per questo pezzo strumentale… il titolo dice tutto… “Difficult To Cure (Beethoven’s Ninth), si avete letto bene con la chitarra slide e la magia che ha nelle sue mani Blackmore ripropone a suo modo la Nona Sinfonia di Beethoven, qui suonano tutti in modo sublime, da Glover al basso a Rondinelli ad Airey, ma sopratutto lui, il grande” Man in Black”, questo è il classico pezzo da “pelle d’oca”, tutti i chitarristi e amanti della chitarra e anche di quegli artisti che mischiano Musica Classica all’ Hard Rock (su tutti Malmsteen) devono sentire perché è un “pezzone” incredibile che vi stupirà come ha stupito me da ragazzino, assolutamente da ascoltare.
Questo gruppo al di là di tutti i cambiamenti di formazione che ha fatto nel corso degli anni ha sempre avuto un punto fermo nel suo fondatore… Ritchie Blackmore un chitarrista fuori dalle righe e innovatore della chitarra portando il suo stile chitarristico inconfondibile e unico nel mondo dell’Hard Rock, oserei dire che insieme ai Led Zeppelin e Deep Purple anche i Rainbow sono stati dei pionieri del genere portando molti gruppi futuri a emulare il loro stile musicale e la tecnica chitarristica e facendo sì che ragazzi come me si avvicinassero ad un genere musicale che continua e continuerà ad esistere per molti e molti anni ancora.
Alla prossima…