GRACE

Artista: Jeff Buckley

Anno: 1994

Etichetta: Columbia

Produttore: Jeff Buckley,Andy Wallace

Buongiorno a tutti, dopo un lungo periodo di pausa eccomi qui a recensire un disco e sopratutto un artista di grandissimo talento, voce straordinaria e ottimo musicista.

Parlare di questo artista con tre dischi solamente al suo attivo di cui due postumi fa capire che grande artista era Buckley, infatti con un solo album (Grace) riesce a far conoscere a tutto il mondo il suo immenso talento, cominciamo con l’analisi del disco e come mi piace dire lo faccio a modo mio, cioè dal mio punto di vista che può essere condiviso oppure no.

Primo pezzo, “Mojo Pin” ballata morbida con voce in primo piano che aumenta di intensità da metà in poi, un pezzo molto psichedelico ma sempre cantato con voce stupenda, il secondo pezzo è “Grace”, canzone meravigliosa sempre su toni psichedelici con un bell’arpeggio di chitarra e suonata divinamente da tutta la band, lui passa da una voce quasi sofferta ad un ritornello molto bello con cori impeccabili, qui Buckley gioca con la vocalità passando da una voce aggressiva ad una voce morbida e pulita… Gran pezzo!

Arriviamo a “Last Goodbye”, inizio con chitarra acustica un pò sullo stile Nirvana per capirsi, lui ha senpre una voce calda e morbida, il giro è molto semplice ma con atmosfere molto belle, “Lilac Wine” è il prossimo pezzo, inizia quasi solo con la voce angelica di Jeff e una chitarra sfiorata ogni tanto, tutto il pezzo è basato sulla sua stupenda voce sempre mantenendo un effetto psichedelico, la prossima canzone è “So Real” anche questa come le altre la voce la fa da padrona e anche qui c’è una bella chitarra semplice ma efficace ed è sempre lui a far diventare il pezzo bello, con un assolo molto “acido” a metà canzone.

Arriviamo al pezzo forte del disco, una cover di Leonard Cohen “Hallelujah” con un arpeggio iniziale con chitarra elettrica dal suono pulito molto d’effetto per poi arrivare al vero e proprio arpeggio della canzone dove si capisce che è quella di Choen. Beh! Che dire un autentico capolavoro e ho sentito dire in certe recensioni che supera qusi l’originale in quanto a bellezza e pathos, cantata divinamente quasi sottovoce con una sequenza di accordi a dir poco fantastici, poi la canzone comunque è già bella di suo ma con la sua voce diventa un pezzo indimenticabile.

“Lover, You Should’ve Come Over” altro pezzo con inizio molto morbido che poi si movimenta verso la metà ma sempre con il suo inconfondibile stile, il giro si avvicina molto ad un blues, l’ottavo pezzo è il mio preferito, fa venire la pelle d’oca, cantato divinamente quasi in formato “coro da chiesa”, secondo me è un pezzo di una bellezza unica e cantata incredibilmente bene da Buckley, una canzone per me veramente toccante e fatta da lui diventa quasi celestiale il titolo è “Corpus Christi Carol” da ascoltare assolutamente.

“Eternal Life” è il penultimo pezzo del disco ed è molto potente, con chitarra, basso e batteria suonati molto bene, il pezzo più “duro” del disco che mette in evidenza anche il modo di Buckley di fare anche qualcosa che rispecchia il genere grunge… Molto bello e particolare, l’ultimo pezzo è “Dream Brother” anche qui con sfumature grunge che aumenta di ritmo verso la metà e che porta la voce di Jeff Buckley a dei livelli molto alti di psicadelia musicale.

Con questo ultimo pezzo si conclude il viaggio in uno dei dischi che per me sono stati una vera rivelazione, consigliato più volte da una mia cara amica non ho mai provato ad ascoltarlo bene perchè vedevo in questo album pezzi molto lenti e “molli” un pò distanti dal mio genere musicale che è il Rock e l’Hard Rock, poi un giorno mi sono preso il vinile (anche in versione limited edition) e mi sono “costretto” ad ascoltarlo e devo dire la verità con più di un ascolto sono riuscito a sentirlo per quello che è, cioè un piccolo gioiello incastonato nel mondo della musica di altri tempi dove tutto era sperimentale e rischioso, ma sopratutto ho scoperto un artista malinconico e con una voce che arriva direttamente dal paradiso, un vero artista e il suo nome è Jeff Buckley.

Alla prossima…

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