Artista: Bruce Springsteen
Anno: 1984
Etichetta: CBS Recordsh
Produttori: Bruce Springsteen, Jon Landau, Chuck Plotkin, Steve Van Zandt
Bene, iniziamo subito col parlare di un gran disco.
Che dire,chi ama il rock conosce sicuramente questo disco uscito nel ’84 , è il più grande successo commerciale di Springsteen che io adoro, è un album che definirei pop/rock infatti 7 canzoni sono state inserite nelle varie classifiche di quell’anno e lo stesso Springsteen dal vivo continua a suonarle.
Sono canzoni piene di energia e questa miscela di pop e rock ha fatto sì che il successo fosse mondiale.
I pezzi molto orecchiabili arrivarano a toccare un vasto pubblico anche chi del rock non si interessava un granché.
A mio parere è fantastico e trascinante e io, che ho visto il boss una quindicina di volte posso garantire che dal vivo rendono in modo incredibile .
Tutte le 12 tracce del disco rendono molto in versione live, però è anche vero che i vecchi fans , quelli che lo seguono dai tempi di “Born to run”, non lo mettono tra i primi posti nella loro personale classifica.
Se ad uno “springstiniano” di vecchia data viene chiesto di stilare una preferenza degli album del Boss, non metterà “Born in the USA” al primo posto.
Ora veniamo a me, come fan di Springsteen dal 1985, che posso dire, per me è un disco sublime (anche io non lo metto al primo posto) ma sono legato dal ricordo del primo ascolto… È infatti l’album che mi ha fatto conoscere Bruce.
Quindi consiglierei proprio questo come primo disco, per poi avvicinarsi gradualmente agli altri capolavori come “Born to run”, “Darkness on the edge of town”, “The river” e “Nebraska” (di cui parlerò in seguito).
“Darlington country”, “Working on the highway”, “Downbound train”, “No surrender”, “Bobby Jean”, “I’m going down”, “Gloria days” e una delle più conosciute… “Dancing in the dark” in versione live sono una forza (e chi lo ha visto dal vivo sa di cosa parlo).
Allo stesso tempo ci sono pezzi lenti di un pathos incredibile come “I’m on fire” e “My homentown”, insomma tutto l’album merita di essere ascoltato e ripeto soprattutto per chi si sta avvicinando piano, piano al Boss.
Non ho citato 2 canzoni visto che la prima dell’album dà il titolo all’album stesso, cioè “Born in the USA”, una canzone che anche i sassi sanno e forse tra tutte è quella che mi piace meno, poi rimane “Cover me” pezzo grintoso e rock.
Ho voluto aprire il Blog con questo disco perché mi ha fatto conoscere un artista completo, una persona che al di là della musica, ha anche dei testi che raccontano l’animo degli uomini, la nostra società e la nostra vita quotidiana.
Se volete conoscere Springsteen ascoltatelo veramente, leggendo bene i suoi testi in modo che sia piu’ di un sottofondo orecchiabile… questo disco è stato per me e credo anche per molte persone , una piacevole colonna sonora della vita… Sono fortunato ad aver avuto la possibilità di vederlo dal vivo e di essere cresciuto con questo disco.
Grazie e alla prossima “chiacchierata”!
- PS: Se qualcuno volesse condividere dei pareri sull’argomento… mi farebbe piacere!
Come ti capisco. Nel 2017 sono andata al concerto del “the Boss” a Milano e ho sognato per questo 4 ore, ero al settimo cielo!!!
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Ciao. Eh! Si è una forza della natura,anche adesso che ha quasi 70anni non molla un attimo. Spero di rivederlo il mio ultimo concerto risale al 2013.
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